XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO ANNO C
- sgiuseppesv7
- 23 ago 2025
- Tempo di lettura: 3 min

“Signore solo pochi quelli che si salvano?”
Questa è la grande domanda che spesso i discepoli fanno, è la grande presunzione che spesso abita i credenti, e allo stesso tempo è come se noi volessimo dare una risposta al posto di Gesù.
Se parlate con persone che aderiscono a vari movimenti, molto impegnati dal punto di vista religioso, vi accorgerete che questa domanda emerge e che la risposta che viene data, in maniera implicita o in maniera esplicita, è “sì sono pochi”.
Per giustificare questa risposta si citerà il vangelo di oggi oppure qualcosa di simile.
Ma non è assolutamente la risposta di Gesù!
Credo che la risposta di Gesù ai discepoli sia questa: “la ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori”.
Se noi entriamo nella logica della domanda, di questa domanda, allora saremo cacciati fuori! Perché? Perché abbiamo perso di vista lo scopo, il cammino e la motivazione di essere discepoli.
Inoltre Gesù rincara dose: “verranno da Oriente e da Occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi saranno ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi”.
Chi è dentro e chi è fuori? Chi è primo e chi ultimo?
È troppo facile e troppo comodo porre una linea netta tra chi è dentro e che fuori basandosi sul codice di diritto canonico oppure sul catechismo della chiesa cattolica, ben più difficile è domandarsi se la mia vita è in risonanza con il vangelo. Proviamo a calare il vangelo di oggi nella nostra situazione concreta… se io che sono divorziato, omosessuale, che convivo, che non rispetto tutte le regolette, ecc… in me abita il desiderio di seguire Cristo per dove sono nella mia vita in questo momento, per come sono e per quello che è nelle mie possibilità? di più… sto dando del mio meglio in quella situazione specifica?
In un altro passo del vangelo Gesù dice "le prostitute e i pubblicani vi passano davanti nel regno di Dio”.
Una persona che si prostituisce mi passa avanti non in quanto esercita la prostituzione, ma mi viene detto che quella persona (che per mille ragioni si sta prostituendo), se nel suo cuore e se nella sua vita sta cercando di essere discepolo o discepola…nella maniera più autentica di cui è capace in quel momento, passa avanti a me e a te nel regno di Dio. Passa davanti a noi che ci crediamo “a posto” e non facciamo nulla per crescere.
Gesù non ci chiede di diventare autoreferenziali, ma ci chiede di non guardare al cammino di fede nella logica del chi è dentro e chi è fuori (Questo con buona pace dei puristi della fede; tanto tra i laici quanto tra il clero).
Possiamo essere rimasti nella chiesa cattolica dal battesimo al funerale e aver partecipato alla messa tutti i giorni eppure trovarci esclusi dal Regno di Dio perché non è il rimanere nella struttura ecclesiale che ci rende dei discepoli autentici.
L'ho già detto domenica scorsa… ci sono persone che di recente hanno lasciato la chiesa cattolica per aderire ad altri cammini ecclesiali che sono discepoli più autentici di tutti noi messi insieme a qui dentro.
Ci sono famiglie di risposati che profumano di vangelo. Conosco personalmente famiglie omoaffettive che sanno di vangelo molto più di tante famiglie etero-normate che vengono in chiesa..
Conosco persone in preda a dipendenze che, nonostante le loro dipendenze, provano a essere buoni figli di Dio in Cristo Gesù.
Il Signore non è né un burocrate né un giurista, ma a Lui non importa l'adesione formale alla regola bensì guarda nel profondo della vita.
La grande ingiustizia vera del cristianesimo è proprio questa: a Dio non frega niente di quanto tu pensi di essere perfetto solo perché sei qui tutte le domeniche, non gli importa se hai fatto il più grande dei peccati o se ti trovi ancora imprigionato in delle dipendenze… va a fondo oltre quell'apparenza trovando più perfezione, a volte, in quelli che noi giudichiamo i più imperfetti.
È particolarmente dura per noi che siamo sempre in chiesa e che siamo i più esposti alla tentazione di pensarci a posto e buoni solo perché partecipiamo a qualche messa.

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